I porti e la navigazione sul Po a monte di Casale

Non tutti sanno che nel secolo ‘800 sul Po sorgevano una serie di porti utilizzati per i commerci e gli spostamenti delle persone. Da uno studio effettuato dall’Università di Pavia per conto di regione Piemonte e Parco Fluviale del Po abbiamo estratto queste interessanti notizie che fanno luce sull’importanza del Po come via di navigazione. Dallo studio si evince anche che oggi a causa i prelievi d’acqua, in primis quello del Canale Cavour per la sommersione delle risaie, il Po sino la Ticino ha un regime più simile ad un torrente che ad un fiume e la navigazione può esser svolta soltanto con canoe e kajak.

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Porti di Moncestino e Gabiano in una cartografia dell’ 800

La storia

In prossimità del centro abitato di Crescentino, al piede della collina circostante, nonché di fronte alla soprastante  fortezza di Verrua Savoia, era storicamente  presente un attraversamento fluviale, denominato  “porto di Crescentino”. Agli inizi dell’800 se ne aggiunse  un secondo, denominato “porto delle Ghiacciaie”.  Entrambi sono censiti al 1841 e visualizzati  nelle cartografie dell’epoca. Sul finire del XIX secolo  precisamente nel 1889, sul prolungamento della direttrice  stradale che dal centro abitato punta verso la collina  e pertanto in prossimità del “porto di Crescentino”,  è stato realizzato un ponte ad archi in muratura  che, nonostante alcuni interventi successivi, anche  consistenti, di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione,  ricalca ancora oggi l’immagine originaria.  In corrispondenza dell’abitato di Fontanetto Po, erano  storicamente presenti due attraversamenti fluviali, denominati  “porto di Gabiano” e “porto di Moncestino”  di collegamento con i centri abitati omonimi. In  corrispondenza dell’abitato di Palazzolo, al piede della  collina e di fronte al piccolo nucleo di Rocca delle  Donne, era presente un attraversamento fluviale, porto  di Rocca delle Donne, censito anch’esso al 1841,  di collegamento con l’abitato di Coniolo. In prossimità  dell’abitato di Pontestura era presente un attraversamento  fluviale “porto” sul Po. Recentemente, in prossimità  dell’abitato, ma in luogo posto più a valle del  suddetto attraversamento, è stato realizzato un ponte  stradale connesso ad una direttrice di nuova realizzazione.  In corrispondenza dell’abitato di Trino Vercellese,  al piede della collina, all’altezza dell’abitato di  Camino era presente un attraversamento fluviale, il  “porto di Brusaschetto”.

Agli inizi dell’800 se ne aggiunse un secondo il “porto  di Camino”  posto in corrispondenza  della grangia  di Pobietto e,  ovviamente,  di collegamento  con tali  centri abitati.  Negli ultimi  anni dell’800  (1892-1894),  in corrispondenza  della  direttrice stradale  che da  Trino va verso  il Po, si segnala  infine l’avvenuta  realizzazione  di un  ponte ad archi  in muratura,  ad uso veicolare,  sostituito  nella seconda metà del XX secolo da un ponte, sempre  ad archi, ma in calcestruzzo armato, che di tale opera  riprende le forme, utilizzandone gli appoggi preesistenti.  In prossimità dell’abitato di Morano Po, al piedi  della collina e di fronte all’abitato di Coniolo, era in  passato presente un attraversamento fluviale, porto di  Coniolo, di collegamento con tale centro abitato.  La città di Casale ha rappresentato nei secoli un punto  strategico per il controllo dei trasporti tra il Monferrato,  il Milanese, il Genovesato e il Torinese; al 1840  risale la costruzione del ponte di ferro sul Po, in sostituzione  del precedente ponte di barche. Nella seconda  metà nel 1885, il ponte stradale è stato poi affiancato,  a breve distanza, dal ponte della linea ferroviaria, come  documentato nelle cartografie. Gli attuali manufatti  sono invece frutto di rifacimenti successivi, conseguenti  a demolizioni di precedenti.  Anche in prossimità dell’abitato di Frassineto Po, era  presente un attraversamento fluviale e porto sul Po.

Le condizioni per la navigazione oggi

Nel tratto compreso tra Crescentino e l’opera di presa del Canale Lanza che sorge nel territorio di Casale, le  condizioni morfologiche dell’alveo mostrano diffuse  presenza di bassi fondali, rocce, massi affioranti ecc.  Va evidenziato il fatto che in questo tratto il corso d’-  acqua presenta sponde relativamente più stabili rispetto  alle zone di valle, avvalorando l’ipotesi che vede  l’alveo fortemente condizionato dalle strutture collinari  del Monferrato.  I principali fenomeni di erosione delle sponde sono  localizzate in sponda destra, nei pressi di Rocca delle  Donne e di Cornale, ovvero nel tratto in cui le correnti  idriche, erodendo al piede il versante settentrionale  della Collina del Monferrato, destabilizzano i versanti  e innescano numerose frane. L’intero segmento sino  alla sezione di Coniolo, in corrispondenza della quale  si manifesta il rigurgito indotto dallo sbarramento del  Canale Lanza, è caratterizzato da diffusi affioramenti  di rocce in posto, di cui si  riconoscono frequentemente  le posizioni degli  strati che, formando vere e  proprie “lame” nella direzione  del flusso idrico o  piccole “traverse” ad essa  perpendicolari, ne condizionano  lo sviluppo, accentuando  almeno in parte  forme e depositi.

porti3E’ evidente che l’energia  del corso d’acqua, responsabile  dei fenomeni erosivi  che altrove si manifestano  sulle sponde, in questo  tratto provoca l’incisione e  l’incessante fenomeno di  modellamento della forma  del fondo dell’alveo.  Tale situazione contribuisce a conferire a questo tratto  di fiume un aspetto tipicamente torrentizio, in cui la  corrente alterna tratti con velocità elevata ad altri di  relativa tranquillità.  Si tratta di un tratto decisamente poco adatto alla navigazione,  se non con imbarcazioni estremamente leggere  e maneggevoli, del tipo tradizionalmente utilizzato  sui corsi d’acqua a carattere torrentizio, canoe, kayak,  ecc.; per tale tipologia di imbarcazione esistono già tre  attracchi progettati, realizzati e gestiti dal Parco Fluviale  del Po.  Per ritrovare le prime testimonianze di imbarcazioni di  dimensioni leggermente superiori, tipo “barcè”, generalmente  manovrate a remi, si deve giungere nei pressi  di Pontestura. Si tratta comunque di un utilizzo finalizzato  esclusivamente alla pesca in zone di ridotta corrente  e all’interno di un tratto di lunghezza alquanto  limitata.  In corrispondenza della sezione di Coniolo si segnalano  i resti in alveo delle fondazioni di una vecchia teleferica,  utilizzata in passato per trasportare le marne da  cemento dalla collina all’altezza di Morano (in sponda  destra) agli opifici in sponda sinistra.

 

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Per un tratto di circa 2 km a monte del Canale Lanza,  la corrente subisce un netto rallentamento per effetto  dello sbarramento dell’opera di presa: se da un lato  l’invaso idrico ivi formatosi per il rigurgito ha favorito  la navigazione sportiva tanto che in quel tratto sono  sorte alcune società motonautiche, dall’altro il rallentamento  della corrente ha provocato un progressivo  interramento del bacino, soprattutto ora che non vengono  più eseguiti gli interventi di sezionamento un  tempo finalizzati a mantenere le condizioni necessarie  alla navigazione sportiva. Questo fattore, unitamente  alla presenza di un’isola in centro alveo, ha provocato  la nascita di un nuovo ramo (diversione fluviale) durante  la piena del 2000, formando un ampio bacino  idrico, successivamente isolato da importanti interventi  idraulici, che ha acquisito particolare valenza ambientale.  Il tratto compreso tra l’opera di presa del Canale  Lanza e il ponte ferroviario  di Casale Monferrato  rappresenta un breve  segmento del corso d’acqua  di circa 2 km in cui i  problemi di natura geomorfologica,  idraulica e di  navigabilità sono molteplici.  Verso monte, ossia verso  lo sbarramento del Lanza,  si sviluppano per alcune  centinaia di metri bassi  fondali e depositi affioranti  seguiti, sino alle porte di  Casale Monferrato, da numerosi  affioramenti del  sottostante strato roccioso.  Quest’ultimi rendono pericolosa  la navigazione del  corso d’acqua e, di fatto, la limitano a un solo tratto di  poche centinaia di metri nei pressi della Città, ove il  fiume presenta medi fondali e acque più tranquille,  anche per effetto della soglia di fondo realizzata subito  a valle del ponte ferroviario. Tuttavia, anche qui come  a monte dello sbarramento del Canale Lanza, si osserva  il progressivo deposito di materiale pietroso e vegetale  per effetto del rallentamento della corrente idrica.

Il turismo sul Po

La potenzialità del turismo fluviale sembra destinata  ad accrescersi sia con l’aumentare del bisogno di evasione  dagli agglomerati urbani, sia con la riscoperta di  valori tradizionali dell’artigianato, dell’enologia e della  cucina, come dimostra il proliferare della formula  dell’agriturismo. In questo quadro si colloca il livello  di successo che può incontrare l’apertura alla fruizione  turistica di una idrovia in seno al territorio circostante.  A sua volta, il territorio circostante, e in particolar modo  se di rilevante interesse e sensibilità naturale (quale  la Zona di Protezione Speciale del Po), potrebbe beneficiare  di una idrovia in cui la navigazione è regolamentata  e non lasciata al caso. Contrariamente a quanto accade oggi in cui è opportuno limitare gli accessi  alle aree naturalisticamente meno delicate, si potrebbero  realizzare in corrispondenza degli attracchi punti  informativi che dettino regole e comportamentali nei  confronti dell’avifauna, a limitare la fruizione dell’idrovia  durante le stagioni di riproduzione, a regolamentare  la navigazione contenendo entro certi limiti la  velocità di transito dei natanti e le potenze dei motori  di propulsione nelle aree più sensibili.

Da uno studio dell’Associazione Nazionale Nautica da  Diporto “Il ruolo della nautica da diporto su acque  interne nello sviluppo territoriale” del 2004 si evince  come l’utilizzo della navigazione su acque interne da  parte di privati diportisti, che  interessa a livello nazionale  oltre 200.000 mila barche, è  oggi legata all’attività della pesca  sportiva, 76% dei natanti.  Ne deriva che gran parte delle  barche che vengono utilizzate  su acque interne sono di dimensioni  modeste, il 93% è compreso  tra 3 e 6 m, e che la loro  propulsione è costituita per il  71,8% da fuoribordo a benzina;  segue poi la propulsione a soli  remi, 24,6%, quella con motori  diesel entrobordo o fuoribordo,  complessivamente di poco superiore  al 3% e la propulsione a  fuoribordo elettrico 0,3%.  Circa le tipologie di imbarcazione  in uso per l’offerta di turismo  nautico su acque interne,  escludendo a priori la navigazione  di linea per la quale si  utilizzano navi e battelli potentemente  motorizzati, si pensi ai  grandi laghi, oppure ai canali di Venezia: i limitati  battenti idrici e le caratteristiche morfologiche del corso  d’acqua, infatti, non consentono il transito di suddette  imbarcazioni, che, al contrario, dovranno  essere limitate a pochi metri di lunghezza  per risultare compatibili con le caratteristiche  locali dell’idrovia. Analogamente alle motonavi  turistiche, si esclude l’uso di “Peniche  Hotel”, cioè chiatte e rimorchiatori riadattati  per l’ospitalità di un ristretto numero di passeggeri,  mentre potrebbe divenire interessante  l’ipotesi di motoscafi o motobarche di dimensioni  più modeste, potenzialmente utilizzabili  per minicrociere giornaliere a vari scopi  e, tra questi, in particolare, quello didattico  e di osservazione naturalistico-ambientale: ad  esempio sono stati recentemente studiati  mezzi specifici che utilizzano la tecnologia  del catamarano, uno scafo che richiede un  pescaggio limitato e una potenza di esercizio  modesta e particolarmente adatto all’uso di  motori superecologici (come i fuoribordo a  gas o i motori elettrici).

La presenza di rocce  all’interno dell’alveo attivo e gli affioramenti  si concentrano soprattutto nel tratto Crescentino-Casale Monferrato. Le rocce costituiscono un  elemento caratteristico del corso d’acqua e sono uno  dei più importanti vincoli allo sviluppo della navigazione,  la quale potrà limitarsi, allo stato attuale, ossia  in assenza di risezionamenti di alveo, i citati natanti  dotati di estrema maneggevolezza e ridotto pescaggio.  Per lo sbarramento di derivazione del Canale Lanza  che ci interessa è già previsto uno scivolo per imbarcazioni  all’interno delle opere di compensazione del  nuovo impianto idroelettrico di ID.E.A. S.p.A..

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Vista aerea del ponte sul Po a Crescentino

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